DAL RIFUGIO BRASCA AL RIFUGIO GIANETTI PER IL PASSO DI BARBACAN

La traversata si svolge in un ambiente selvaggio e suggestivo, prima fra abeti e larici, poi su pascolo sempre più povero fino agli instabili detriti sommitali. Nell’economia dell’Anello consente di tagliar fuori la valle dell’Oro, con un risparmio di 2/3 ore di marcia.

Dal Rifugio Brasca (1304 m) ci si dirige a nord verso la vicina Alpe Coeder, da dove il sentiero piega a destra e risale nell’abetaia il ripido fianco sinistro orografico della Valle Averta. Più in alto si prosegue brevemente per pascoli sullo stesso versante, quindi si attraversa a sinistra alla volta delle baite dell’Alpe Averta (1957 m – 1.40 h).

Con un’ulteriore deviazione a destra si rimonta un costolone di detriti morenici fino a un ripiano erboso oltre il quale, in corrispondenza di un masso, c’è il bivio (2120 m – 2.10 h) da cui si diramano i sentieri per il Passo del Barbacan nord e il Passo dell’Oro.

Imboccata la traccia di sinistra si risale con fatica il ripido pendio, sempre più povero di zolle erbose, destreggiandosi fra i detriti di ganda a volte instabili, fino alla stretta incisione del Passo del Barbacan nord (2598 m – 3.30 h) dove, al di là di un intaglio, si può ammirare in tutta la sua estensione l’anfiteatro della Val Porcellizzo .

La discesa sul versante opposto è nel primo tratto molto ripida, ma priva di difficoltà. Perdendo un centinaio di metri di quota, la traccia si innesta sul Sentiero Risari, proveniente dal Rifugio Omio, e da qui prosegue con lievi saliscendi attraversando la vasta prateria, interrotta da frequenti solchi di ruscelli e da piccole frane, fino al Rifugio Gianetti (2534 m – 5.00 h).

Difficoltà: EE

Dislivelli: + 1400 m / – 170 m

Tempo di percorrenza: 5 h

Segnaletica: segnavia rosso-bianchi

Equipaggiamento: alta montagna; ramponi e piccozza ad inizio di stagione