DAL RIFUGIO BRASCA AL RIFUGIO OMIO PER IL PASSO DELL’ORO

Rappresenta il collegamento più facile fra la Val Codera e la Valmasino. Relativamente al Passo dell’Oro, la guida Masino-Bregaglia-Disgrazia del CAI-Touring propone la quota di 2526 m, desunta dalla carta IGM del 1931, e, in una breve nota, considera errata la quota di 2574 m, riportata dalle nuove carte, da attribuire invece all’intaglio che si trova a NE della Punta Milano.

Dal Rifugio Luigi Brasca(1304 m) ci si dirige a nord verso la vicina Alpe Coeder da dove il sentiero piega a destra e risale nell’abetaia il ripido fianco sinistro orografico della valle Averta . Più in alto si prosegue brevemente per pascoli sullo stesso versante, quindi si attraversa a sinistra alla volta dei ricoveri dell’Alpe Averta (1957 m – 1.40 h).

Con un’ulteriore deviazione a destra si rimonta un costolone di detriti morenici fino ad un ripiano erboso oltre il quale, in corrispondenza di un sasso, c’è il bivio (2120 m – 2.10 h) da cui si diramano i sentieri per il Passo del Barbacane per il Passo dell’Oro. Presa la traccia di destra, si risale il vallone detritico per imboccare il canalone di ganda instabile, a destra dell’incombente ed inconfondibile Punta Milano , che conduce al Passo dell’Oro (2526 m – 3.15 h).

La discesa in Val dell’Oro non presenta difficoltà: lungo il pendio erboso di un valloncello prima e di un dosso poi, si incontra il Sentiero Risari che, imboccato verso destra, porta al Rifugio Antonio Omio(2100 m – 4.15 h).

Difficoltà: EE (EEA all’inizio di stagione)

Dislivelli: + 1270 m / – 470 m

Tempo di percorrenza: 4.00 h

Segnaletica: segnavia rosso-bianchi

Equipaggiamento: alta montagna; ramponi e piccozza all’inizio di stagione