DAL RIFUGIO BRASCA AL RIFUGIO OMIO PER IL PASSO LIGONCIO

L’itinerario, vario e panoramico, percorre nella sua prima parte il bacino di sinistra della Val Codera, la selvaggia Val Spassato, dominata dalle imponenti pareti nord della Punta Sfinge e del Pizzo Ligoncio. Il superamento del Passo Ligoncio diventa molto impegnativo in presenza di neve e di ghiaccio: è preferibile in tal caso raggiungere il Rifugio Omio per il Passo dell’Oro.

Dal Rifugio Luigi Brasca (1304 m) si attraversano i prati in direzione sud per raggiungere il sentiero della Val Spassato. Superata la bastionata iniziale sulla destra idrografica del torrente, che in questo punto precipita dall’alto formando due belle cascate, si percorre fra i larici il sentiero che, lasciati a sinistra i casolari dell’Alpe Spassato, raggiunge l’Alpe Arnasca e, poco più in alto, a ridosso dell’enorme masso denominato in loco Sass Carlàsc, ben visibile anche dal fondovalle, il Bivacco Carlo Valli (1930 m – 1.40 h).

Con una traversata a sinistra su pascolo e detriti ci si porta sotto la verticale del Pizzo dell’Oro meridionale, per aggirare a nord il suo contrafforte NO. Un ripido canale, attrezzato con catene, permette di risalire detto contrafforte fino ad una evidente spalla affilata, da dove una lunga cengia ascendente, a tratti molto esposta , ma protetta con catene, consente di tagliare la parete SO del Pizzo dell’Oro e di raggiungere lo stretto intaglio sulla sinistra della sella del Passo Ligoncio (2575 m – 3.30 h).

Senza difficoltà la discesa in Valmasino . Tenendo a sinistra, si scende nella conca sassosa sottostante il passo e, superati alcuni dossi erbosi e un più evidente rilievo, si percorre un valloncello tagliato da numerosi muri di contenimento. Con un’ulteriore breve traversata a sinistra, si raggiunge su pascoli il Rifugio Antonio Omio (2100 m – 4.15 h).

Difficoltà: EE (sconsigliabile con neve)

Dislivelli: + 1270 m / – 475 m

Tempo di percorrenza: 4.15 h

Segnaletica: segnavia rosso-bianchi

Equipaggiamento: alta montagna