DAL RIFUGIO SASC FURÄ AL RIFUGIO BRASCA

L’itinerario si svolge in uno dei paesaggi più selvaggi delle Alpi Retiche e consente una nuova prospettiva, poco nota rispetto a quella dell’iconografia tradizionale, del Pizzo Badile. Il Passo di Trubinasca segna il rientro in territorio italiano. Possibilità di avvistare animali selvatici

Dal Rifugio Sasc Furä (1904 m) si imbocca il sentiero, prima pianeggiante attraverso il ripido bosco del versante destro orografico del Vallone di Trubinasca, poi ripido tra grossi massi, fino a giungere in vista del Ghiacciaio di Trubinasca (0.50 h). Con una lunga traversata a mezza costa su materiale morenico grossolano, si punta ad un pronunciato ed evidente sperone roccioso oltre il quale ci si inerpica lungo un ripido e faticoso pendio di detriti, segnato dalle tracce di numerosi passaggi, fino al canale che, risalito in mancanza di neve sulla sua destra, conduce al Passo di Trubinasca (2717 m – 2.45 h). Si scende sul versante italiano lungo una gola attrezzata con catene che permette di raggiungere il ripido zoccolo sottostante di ganda ed erba da dove, attraversando in quota verso sinistra, si raggiunge la propaggine occidentale del pronunciato contrafforte che si stacca a SO del Pizzo Trubinasca, sul quale sorge il Bivacco Pedroni-Del Pra (2577 m – 3.45 h).Si continua la discesa percorrendo la costola rocciosa su cui sorge il bivacco, si attraversa, verso destra, il torrente e si prosegue a ovest in direzione della base del contrafforte della Cima di Cantaccio, oltre la quale, a circa 2200 metri di quota, si incrocia il sentiero che collega il fondovalle con la Bocchetta della Teggiola. Si devia allora a sinistra e si raggiunge il bordo di una terrazza, da dove un valloncello consente di vincere la bastionata rocciosa alla base della quale si incontrano, al di là di un torrentello, i casolari dell’Alpe Sivigia (1939 m – 4.30 h). Attraversato un secondo corso d’acqua, si scende lungo il sentiero gradinato che, con frequenti svolte, si abbassa su dei depositi alluvionali alla base di un gradone roccioso. Da qui la pista prosegue con moderata pendenza, spesso nel folto di riposanti boschi e, dopo aver oltrepassato l’Alpe Codera (1477 m) e i torrenti che scendono dall’Alpe Alpigia e dall’Alpe Averta, raggiunge il Rifugio Luigi Brasca (1304 – 6.00 h) all’Alpe Coeder.

Difficoltà: EE (EEA all’inizio di stagione)

Dislivelli: + 800 m / – 1400 m

Tempo di percorrenza: 6.00 h

Segnaletica: segnavia di vario tipo e ometti

Equipaggiamento: alta montagna; ramponi e piccozza all’inizio di stagione