Il rifugio

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Partenza: Frazione di Mezzolpiano (m 316)

Arrivo: Rifugio Luigi Brasca (m 1304)
Dislivello Complessivo: m 1040
Tempo di percorrenza: 3h 30min

Coordinate GPS: 46.265383° N 9.532024° E

 

Guardando da Novate Mezzola lo stretto intaglio che delimita l’inizio della Val Codera sembra impossibile che nella sua estensione superiore ci possano essere degli alpeggi, alcuni abitati anche tutto l’anno. Invece questa bella vallata alpina contrappone all’aspro imbocco, uno sviluppo pianeggiante con ampi pascoli e una corona finale di bellissime vette granitiche. Si tratta anche del tratto iniziale del famoso sentiero Roma che prosegue poi in Val Masino. L’accesso avviene dalla frazione di Mezzoalpiano (316 metri) situata nella parte alta del piccolo paese della Val Chiavenna, nei pressi di un ampio parcheggio. Il sentiero sale sulla destra idrografica molto rapidamente, grazie all’aiuto di numerosi tornanti e centinaia di gradini in pietra. Si è immersi in un ambiente singolare di vegetazione mediterranea, dovuto al fatto di essere esposto a sud ed essere al riparo dalle gelide correnti invernali da nord. Man mano che si guadagna quota compare verso meridione il lago di Novate dominato dal Monte Legnone che fa la guardia all’imbocco della Valtellina. La traccia non presenta particolari difficoltà, bisogna solamente prestare attenzione a dei brevi tratti un po’ esposti, protetti comunque da solidi ripari. La pista si fa meno dura quando raggiunge Avedee (790 metri 1:00 ora), primo nucleo abitato della vallata, molto caratteristico con le sue costruzioni tutte in pietra su cui spicca la piccola chiesetta a lato del sentiero. Ora il percorso si abbassa e si sviluppa anche all’interno di alcuni tunnel artificiali che lo proteggono dalle pietre e dalle slavine che cadono dai ripidi costoni superiori.

In lontananza, in mezzo al bosco di castagni, si intravede il paese di Codera, posto a 825 metri, che si raggiunge dopo un breve tragitto (ore 1:20). E’ il centro principale della vallata, una volta abitato tutto l’anno da diverse famiglie, tanto da giustificare la presenza di una scuola elementare, un oratorio, un’ampia chiesa e due strutture ricettive: La Locanda e l’Osteria Alpina. La prima si trova lungo il sentiero, all’inizio del paese, proprio di fronte alla chiesa. Nella stessa struttura è ospitato l’interessante museo etnografico che conserva numerose testimonianze del passato di questa vallata. Vi sono stati ricostruiti una cucina ed una camera da letto con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, una alla mineralogia ed un’altra ancora alla storia della Val Codera. L’Osteria Alpina si trova invece nella parte alta del maggengo ma si raggiunge facilmente attraverso gli stretti vicoli che si sviluppano tra le case in pietra. Oltre che con l’itinerario appena descritto, Codera può essere raggiunto anche con un’altra strada meno frequentata, ma allo stesso tempo molto bella. Dalla frazione di Mezzoalpiano si attraversa il torrente fino a giungere nei pressi di una cava oltre la quale inizia una mulattiera. Si sale sulla sinistra idrografica del torrente Codera, sempre grazie a gradini e tornati, fino a raggiungere l’abitato di San Giorgio (748 metri ore 1:00). Esso è situato in una conca lungo il crinale che fa da spartiacque tra il Vallone di Ravellaso e la Val de Munt e presenta un’interessante caratteristica: l’avello celtico, un sepolcro completamente scavato in un blocco di granito a testimonianza dell’antichissima colonizzazione della valle. Ripreso il cammino, dopo una breve salita, si incontra il “tracciolino”(900 metri): antica pista pianeggiante, una volta percorsa da binari su cui scorrevano i carrelli di servizio della presa idrica in Val Codera. Si segue questo tracciato fino ad incrociare la deviazione per l’alpeggio di Cii (850 metri ore 1:30). Il tragitto si abbassa e nel fondovalle supera il torrente con un bellissimo ponte ad arco costruito in pietra e sospeso per quaranta metri. Con una breve risalita si raggiunge Codera (ore 1:45). Inoltrandosi nella valle ora si è costretti a camminare su una scomoda e inopportuna strada sterrata, costruita non si sa per quale motivo, visto che inizia improvvisamente a 800 metri e finisce a 1300, ma non scende verso la bassa valle! Si incontrano i nuclei di Saline (1054 metri) e il sovrastante seminascosto Piazzo, dove numerose abitazioni sono state ristrutturate e vengono utilizzate come residenza per la villeggiatura. Passato il ridente torrente, il tracciato prosegue fino agli abitati di Stoppadura (1190 metri) e Brescadega (1210 metri ore 2:00) dove sorge l’omonimo rifugio. Circondata da ampissimi pascoli e disseminata da molteplici casette costruite in granito locale, quest’alpe ospita numerosi capi di bestiame nel periodo estivo. La conca si conclude con l’Alpe Coeder (1330 metri), alpeggio sorto alla confluenza delle valli Averta e Arnasca. Qui si trova il rifugio Brasca, ottimo punto d’appoggio sia per gli scalatori che puntano alle granitiche pareti della Sfinge, del Pizzo Ligoncio e del Gavazzo sia per gli escursionisti che vanno in Val Masino attraverso il Passo del Barbacan oppure in Svizzera attraverso il Passo della Trubinasca o dalla Bocchetta della Teggiola.